A briglia sciolta per le Langhe!
Torino, 01/05/2010 - Festa dei lavoratori.
...E ancora una volta ci viene proprio da dire: “Ma quant'è bello il nostro Piemonte!”. E non è entusiasmo partigiano! Adesso ve la racconto tutta: il 1 maggio siamo andati, non in tanti ma ben motivati, a visitare la ridente cittadina di Mondovì, con una particolare predilezione per la parte alta della medesima, che si chiama Piazza. E di fatto si riduce a poco più che una piazza, ma... signori, che Piazza! L'occasione è stata la mostra, Il trionfo dell'Illusione, allestita nella Chiesa di San Francesco Saverio (nato nel 1506, missionario grandissimo delle Indie e del Giappone, morto alle porte della Cina nel 1552, festeggiato il 3 dicembre) per il restauro degli affreschi dipinti dal fratello coadiutore gesuita Andrea Pozzo. Il Pozzo è stato un benemerito della pittura parietale durante il XVII secolo: ha affrescato chiese in mezza Italia, con risultati davvero portentosi. Si ricordano come le sue opere più importanti la volta della “nostra” Chiesa dei Santi Martiri a Torino (che ora non è più visibile, sostituita, ahinoi!, da un rifacimento più tardo), l'intero ciclo pittorico delle Chiese del Gesù e di Sant'Ignazio a Roma, lavori a Vienna per l'imperatore, e infine proprio questa Chiesa monregalese, pochissimo nota anche a grandi esperti. La tecnica del Pozzo era eccellente tanto nella raffigurazione tanto delle persone quanto delle architetture, dimostrando una capacità di sintesi assai rara all'epoca. Inoltre egli fece avanzare di molto gli studi prospettici e fu capace di “sfondare” con i suoi affreschi superfici perfettamente piatte, restituendo mirabilmente il senso della prospettiva, aprendo le volte su cieli altissimi e gloriosi. Ancora oggi gli architetti si crucciano per capire a fondo la sua tecnica. Per chi fosse interessato a fare indagini di prima mano: tra breve la Chiesa sarà nuovamente visitabile e, anzi, aperta anche al culto. Non si può non andare!
Ma proseguiamo: infatti se la nostra tappa principale sono stati i mirabili effetti d'inganno prospettico del pittore gesuita, tuttavia non abbiamo saputo accontentarci e, dopo aver visitato la non distante cattedrale di Mondovì, solenne ed ombrosa, originale nella sua planimetria a croce greca, e aver constatato che il Belvedere si chiama così più che a ragione, ci siamo diretti alla volta del Santuario di Vicoforte: il trionfo dell'ellisse! Abbiamo appreso che Carlo Emanuele I avrebbe desierato che questo Santuario divenisse il mausoleo di famiglia, sintantoché non è arrivato lo Juvarra a Torino che con la sua Basilica di Superga ha cambiato tutti i piani... E così è finita che lì riposa il solo Carlo Emanuele I. Non piangete, non è solo: frotte di turisti insieme a noi visitavano le vastità del Santuario, tutti persi col naso all'insù, tutti attratti dalla Gloria di Maria Assunta in Cielo. Altro spettacolo che da solo merita il viaggio.
Veloce pranzetto al sacco e poi, via! Decisi ad impiegare fino all'ultimo la giornata, abbiamo fatto vela per Racconigi, intenzionati a sondare le aristocratiche sale del Castello. E così è stato: ci siamo aggirati tra saloni e
camere nuziali, gustando l'atmosfera di ogni stanza, tutte perfettamente conservate e davvero suggestive. Ma triste è il destino di chi non sa accontentarsi: purtroppo il tempo tiranno - già Seneca lo diceva! - non ci ha permesso di visitare l'ameno parco del Castello: lo si aggiunga alla lista delle gite da farsi!
Ed ecco un 1 maggio con il CMP: bellissima giornata amicale, un po' clericale, un po' reale e soprattutto allegramente culturale! Alla prossima avventura!
Matteo
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